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Il costo della vita online | Il costo della vita online |
| marted́ 18 marzo 2008 | |
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La prossima volta che cercate qualcosa sul web provate www.blackle.com al posto dei solito motori di ricerca. La pagina ricorda molto quella di Google e i risultati della ricerca sono forniti da Google, ma c’è una differenza evidente. Al posto di una generosa pagina bianca che ha caratterizzato Google fin dal 1998, troverete una pagina nera. Heap Media l’azienda australiana dietro a Blackle, crede che i pixel neri consumino meno energia di quelli bianchi e così usare il loro motore di ricerca aiuterà il mondo a risparmiare energia. Credono anche che i piccoli cambiamenti possano ridurre il nostro consumo di energia, limitando le emissioni di CO2. Questa notizia segnalatami da un amico ha destato interesse sia per la mia professione che vede coinvolta milioni di pagine all’anno e anche il mio animo economico-ecologista. Ho deciso quindi di andare un po a fondo in questo argomento, cercando di capire se è realmente possibile aiutare il mondo partendo da un pagina nera. La differenza tra pochi milioni di pixel bianchi o neri è discutibile, in particolar modo se parliamo dei monitor LCD. Se il consumo è rilevante per i vecchi monitor CRT, non si può dire tale per gli LCD che secondo un rapporto del 2002 di Judy Roberson "la differenza di consumo tra pixel bianchi e neri è indistinguibile, questo significa che il consumo per la visualizzazione dei pixel nei monitor CRT è importante, mentre risulta irrelevante per i monitor LCD". Il consumo principale dei monitor LCD è quello della retroilluminazione, chi possiede un portatile conosce bene il problema e che un piccolo scarto sulla luminostità incrementa la durata della batteria. Backle in definitiva è una buona intenzione, potrebbe far risparmiare diversi chili di carbone per gli utenti incalliti di Goole con i monitor CRT; sicuramente però non salverà la coscienza dei guerrieri LCD.
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